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Hardware, Vita Vissuta

Doveva capitare, prima o poi!

Quello che mi è successo potrebbe risultare quasi fantozziano, che ci crediate o no.
Il fatto è che non saprei proprio da dove iniziare, quindi faccio come molti scrittori. Parto dalla fine: il mio MacBook Pro Early 2013 è defunto definitivamente!!

Lo so, potrebbe fregarvene una cippa lippa, ma se siete qui a leggere, forse, qualcosa vi interessa. 
Partiamo dal fatto oggettivo che il MacBook aveva ben 9 anni di attività alle spalle motivo per cui non ho elencato tutte le litanie dei Santi quindi sullo schermo è comparsa l’icona lampeggiante della cartella con punto interrogativo a significare che il Mac non trovava il disco d’avvio.
Ma come siamo arrivati a questo? Beh, proprio non ne ho idea.
Tenere monitorato lo stato del disco e batteria credo che è un imperativo per chi ha un portatile; sopratutto quando ti muovi spesso in mobilità. Io lo faccio. Ho, o meglio, avevo installato due app che tenevano monitorato lo stato della batteria e lo stato SMART d ell’SSD.
Ma, se con la prima app coconutBattery 3 non ho mai avuto problemi, con quella per l’SSD invece mi ha fatto pernacchie perché come avete potuto leggere, anche se mi diceva che era tutto a posto… l’SSD è defunto all’improvviso.

Il fatto è capitato nel momento sbagliato, come al solito, sopratutto ero fuori sede e senza una connessione adeguata che mi permetesse dipoter fare l’internet recovery in modo da reinstallare il tutto da zero.
E certo perché dopo aver provato a resettare PRAM e SMC l’unica opzione rimasta era una reinstallazione da zero. Preoccupato per i dati? No.
Vedete come molto spesso ho ripetuto ai miei clienti ed amici/colleghi, se fai il backup in modo ragionato senza esagerare con la paranoia, accadimenti come questi non spaventano più di tanto.

Dato che siamo in argomento, ecco il mio consiglio: Backup 3-2-1. Potrebbe sembrare uno schema di gioco, ma non lo è.
Il Backup 3-2-1 è cosi composto: 3 come i backup che si devono fare. 2 sono i backup che vanno eseguiti uno in locale e uno in cloud.
Per chi usa il Mac è un’operazione alquanto semplice e quasi senza pensieri. Il vostro Mac ci pensa da solo… o meglio ci pensa OSx. Perché se attivate il Time Machine e collegate al vostro Macbook o Mini o iMac un HDD esterno, TM procederà in autonomia a fare un backup dei dati sensibili (Documenti, Applicazioni e Sistema in primis) in modo da recuperarli in caso di perdita “accidentale”. Ah! Personale consiglio l’HDD dovrebbe avere come taglio almeno il doppio del disco che avete internamente al vostro Mac.
Non è imperativo, ma questo vi permette di non dover eliminare il backup di inizio mese se avete molti dati sul vostro HDD interno. Monitorate Amazon, ci sono molte offerte su HDD (tanto non viserve la velocità degli SSD) con capienze sopra il Terabyte che vengono via a 40/50€.
Il secondo backup lo faccio su iCloud, ma potete farlo anche su Google Drive, Dropbox ecc… ma sicuramente dovete mettere mano al portafoglio, perché tutti questi servizi offrono risicati tagli di spazio che sicuramente non saranno sufficienti per i vostri dati.
Infine 1 come il backup che dovreste tenere in un luogo che non è casa vostra. Questo è quello più difficile da fare, o meglio è quello che dovete mettervi in calendario almeno una volta al mese. Necessario? Ni. Ma questo, diciamo, è il lato paranoico di un backupparo come il sottoscritto, è solo uno sbattimento prendere il disco (che si trova da mia mamma) attaccarlo al Mac e poi riportarlo nella casa natale.
Annoiati vero!? beh sempre quando si parla di backup, ma sicuramente vi salverà le coronarie quando vi capiterà qualsiasi evento che renda inutilizzabile il vostro device.

Detto questo con un MacBook in quelle condizioni ho dovuto affrettare, pardon, anticipare un paio di acquisti che avevo intenzione di fare più in là nel nel 2022. Questi acquisti erano un iPad Pro da 11″ e un Mac mini M1 con 16 GB di RAM; ma questa è un’altra storia nel senso che seguite questo blog per conoscere la fine della storia .


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